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Pantheon: otto curiosità meno note

Aprile 26, 2019

Fondato da Marco Agrippa del 27 a.C. e ricostruito poco più di un secolo dopo da Adriano a seguito di un incendio, il Pantheon è tra i monumenti più noti di Roma. Ma sappiamo davvero tutto sul Pantheon? Ecco una lista di otto curiosità meno note.

1. Il numero perfetto

Ventotto. Quando visitate il Pantheon, tenete a mente questo numero. Ventotto sono i meridiani, vale a dire i cassettoni intorno alla cupola, le colonne e i pilastri all’interno della struttura così come le decorazioni. Il numero 28, nell’antichità, simboleggiava la perfezione.

Cinque sono invece i raggi che girano intorno all’oculus che a loro volta contengono i ventotto cassettoni. Questo numero, per i Pitagorici, rimandava a Venere e ai cinque pianeti visibili a occhio nudo. Aggiungendovi la Luna, rappresentata dai ventotto cassettoni che rimandano al ciclo lunare (28 giorni) e il Sole presente nell’oculus, ecco simboleggiati i sette corpi erranti.

Non siete ancora stufi dei numeri? Sappiate, allora, che l’altezza dell’edificio calcolata dall’oculus è uguale al diametro della rotonda.

2. L’oculus e il raggio di sole

Si tratta, probabilmente, della curiosità più nota legata al Pantheon, ma l’oculus, dal latino ‘occhio’, ha una forte simbologia legata al sole. Alle 12 del giorno del solstizio d’estate, un raggio di sole penetra attraverso il foro illuminando il portone d’ingresso. Non si tratta di un caso: il Pantheon è stato progettato secoli fa seguendo precisissimi calcoli matematici.

3. Il diavolo e la pigna

La leggenda narra che l’oculus, in principio, fosse coperto da una pigna di bronzo dal valore inestimabile e che il diavolo in persona ‘scoperchiò’ il tetto nel tentativo di sfuggire alla benedizione di Papa Bonifacio IV che, nel 609, trasferì le ossa dei martiri trasformando il tempio pagano nella Chiesa di Santa Maria ad Martyres. Da quel giorno, l’oculo è privo di copertura e la luce del giorno è libera di illuminare il Pantheon.

4. L’ipotesi della meridiana romana

Nel corso dell’ultimo decennio, una teoria di un docente della Nuova Zelanda svelerebbe nuove ipotesi sui complicati giochi di luce all’interno del Pantheon. Tale Robert Hannah asserisce che il Pantheon agirebbe come una meridiana, un vero e proprio orologio solare. Secondo la teoria di Hannah, attraverso l’oculus un fascio di luce illuminava l’ingresso nel momento preciso in cui l’imperatore metteva piede nell’edificio, quasi a simboleggiarne il potere divino.

5. Il fantasma di Umberto I

Anche nel Pantheon le leggende legate ai fantasmi non mancano. In questo caso, pare si tratti di Umberto I di Savoia, la cui tomba si trova proprio all’interno della struttura. La prima apparizione di Umberto risalirebbe al 1930, in una mite notte di primavera, quando si materializzò ad un terrorizzato carabiniere di guardia al Pantheon. In questa occasione, il fantasma sussurrò un messaggio alle orecchie del testimone. Cosa gli fu riferito? Non è dato sapere, perché la guardia si è sempre rifiutata di svelarlo. Quel che è certo, è che abbia lasciato un messaggio di carattere politico. Ai più scettici, il carabiniere mostrò un lembo di camicia bruciata, pare, dal contatto della mano del monarca in un gesto di ringraziamento e commiato.

6. La pioggia di petali

Ogni anno, nel giorno di Pentecoste, il Pantheon si tinge di rosso. Un evento da mozzare il fiato, perché migliaia di petali di rose rosse sono versati a pioggia dall’oculus creando un effetto scenico unico e profondamente suggestivo. Il compito è affidato ai vigili del fuoco e la tradizione è stata ripristinata nel 1995 dopo un lungo periodo di sospensione.

7. La pioggia e il Pantheon

Un mito da sfatare: nonostante l’enorme oculus dal diametro di nove metri, la pioggia non penetra all’interno del Pantheon. Nulla di più falso, perché la pioggia entra ma non allaga il monumento grazie all’ausilio di 22 fori sul pavimento, convesso sui lati e concavo al centro per dare la possibilità all’acqua piovana di defluire senza arrecare danni.

8. L’ape Barberina

Se amate la caccia al tesoro, vi sfido a trovare l’ape Barberina ‘nascosta’ all’interno del Pantheon. Si tratta di una piccola ape, scolpita nella pietra, visibile a occhio nudo ma non in posizione di primo piano. Simbolo della famiglia Barberini e scolpita dal grande Gian Lorenzo Bernini, è il segno lasciato da Papa Urbano VIII Barberini in ricordo del suo lungo pontificato.

Dove si trova l’ape Barberina? Vi lascio alla magia della ricerca, con un piccolo suggerimento: mirate sempre in alto, quando vi guardate intorno.

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19 Comments

  • Reply Serena - Sognando Viaggi Aprile 26, 2019 at 8:57 am

    Visitai il Pantheon tanti anni fa, subito dopo l’esame di maturità. Alcune curiosità legate ai numeri e al sole le conoscevo, altre invece per me sono delle novità assolute 😊 Molto interessante questo post, bravissima!

  • Reply Virginia Aprile 26, 2019 at 9:19 am

    A me piacciono un sacco le curiosità sui luoghi d’arte, soprattutto su quelli così famosi. Mi pare che diano loro un valore aggiunto. Quindi grazie, bell’articolo

  • Reply Alessandra Aprile 26, 2019 at 10:35 am

    Molto interessante questo post. Anch’io pensavo che la pioggia non entrasse🙈. Mi piacciono questi post con chicche veramente interessanti!

  • Reply Paola Aprile 26, 2019 at 11:13 am

    Il Pantheon è uno dei miei monumenti preferiti di Roma e grazie al tuo post ho finalmente scoperto il mistero della pioggia!

  • Reply Giulia Aprile 29, 2019 at 10:59 am

    Molto interessante questo post, sapevo la storia della pioggia e della meridiana ma non tutte le altre 🙂 tra l’altro secondo me è uno dei monumenti più belli e purtroppo sottovalutati di Roma!

    • Reply Francesca Aprile 30, 2019 at 8:30 pm

      Vero, se ne parla sempre troppo poco

  • Reply francesca Aprile 30, 2019 at 9:05 am

    Quanto informazioni, grazie mille, non ne sapevo mezza! Vorrei tantissimo vedere la pioggia di petali, ma si paga un biglietto di ingresso? Immagino che l’afflusso sarà enorme!

    • Reply Francesca Aprile 30, 2019 at 9:40 am

      Ciao Francesca, nessun biglietto, l’ingresso è gratuito. Si chiede solo silenzio e accortezza con gli abiti, soprattutto d’estate.

  • Reply Simona Aprile 30, 2019 at 10:16 am

    Non conoscevo tutte queste curiosità! Certo la pioggia è la più rinomata ma hai fatto bene a chiarire che non è effettivamente così! Ora però sono certa che la prossima volta che sarò lì non farò altro che aggirarmi con il naso all’insù alla ricerca dell’ape! 🙂

    • Reply Francesca Aprile 30, 2019 at 10:47 am

      Che la caccia abbia inizio! 😉

  • Reply Annalisa Aprile 30, 2019 at 12:58 pm

    Ero a conoscenza della leggenda sul diavolo, ma non sapevo di questo rito dei petali di rosa! Cercherò di essere al prossimo appuntamento, visto che sono abbastanza vicina a Roma. Mi hai davvero incuriosito!

  • Reply ANTONELLA MAIOCCHI Aprile 30, 2019 at 4:16 pm

    Molto simpatico il tuo articolo! Adesso ho un buon motivo per tornare a Roma: devo cercare l’ape!

    • Reply Francesca Aprile 30, 2019 at 8:29 pm

      Ahah, armati di pazienza, Antonella 😀

  • Reply Alberto Aprile 30, 2019 at 5:52 pm

    Numeri, coincidenze, diavoli…
    Non ci facciamo mancare mai niente…
    😊
    Come al solito ottimo racconto scritto con competenza e tanta passione.

  • Reply noemi ginosa Aprile 30, 2019 at 8:55 pm

    Uno dei monumenti che preferisco di Roma. Immenso e incantevole ogni volta che me lo trovo davanti. Molto interessante questo articolo, ti ringrazio per avermi fatto scoprire cose che non sapevo assolutamente, a parte dalla storia della pioggia!!

  • Reply Valeria Maggio 1, 2019 at 10:21 pm

    Pur essendoci stata in più occasioni non conoscevo tutte queste chicche sul Pantheon! Sarebbe bellissimo vedere la cascata di petali di rose il giorno di Pentecoste, ma anche cercare quest’Ape Barberina: DEVO trovarla!
    Mi hai dato più di un motivo per andarci la prossima volta che torno a Roma!

  • Reply Raffi Maggio 2, 2019 at 7:08 am

    Bellissimo questo post pieno di informazioni e aneddoti su uno dei luoghi iconici di Roma. Grazie. Non ne conoscevo neanche uno e ora sono davvero contenta di aver colmato tutte queste lacune. Grazie grazie grazie.

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