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Storia e leggende di Castello Caetani

Febbraio 8, 2019
Diario dei giorni distratti

Tra i monumenti meglio conservati dell’architettura medievale del Lazio, Castello Caetani sovrasta lo splendido borgo di Sermoneta, in provincia di Latina, a pochi passi dai Giardini di Ninfa. Agli occhi del visitatore più attento, ogni angolo di Castello Caetani svela un passato non molto lontano in cui guerre, potere, amore e leggende riescono a fondersi in un unico intreccio.

Le origini

Nei giorni miti, se si è abbastanza fortunati, le feritoie di Castello Caetani permettono di ammirare il Promontorio del Circeo. Come ogni fortezza che si rispetti, infatti, il castello fu costruito dalla famiglia Annibaldi nel XIII secolo, nel punto più alto del bellissimo borgo di Sermoneta, luogo strategico per il controllo della Via Pedemontana, al tempo unico collegamento tra le città di Roma e Napoli.

Diario dei giorni distratti

Gli Annibaldi costruirono il Maschio, una torre di circa 42 metri, e una torre più piccola, il Maschietto. Nel 1297 Pietro Caetani, Conte di Caserta, acquistò il castello per 140 mila fiorini d’oro e Ninfa per 200 mila. La famiglia Caetani ristrutturò e ampliò il castello fino a renderlo una fortezza inespugnabile, così come appare attualmente.

Ancora oggi il castello è di proprietà della famiglia che, includendo i Giardini di Ninfa e per mezzo della Fondazione Roffredo Caetani, si occupa della loro custodia e conservazione.

Diario dei giorni distratti

I Caetani non sono stati gli unici proprietari del Castello. Per un brevissimo periodo, dal 1499 fino al 1503, Papa Alessandro VI scomunicò e confiscò tutti i loro feudi per cederli ai figli illegittimi Cesare e Lucrezia Borgia, i quali restarono proprietari del castello fino alla morte di Lucrezia, data in cui i Caetani riuscirono a riprendere possesso dei loro beni.

Il Castello

Ingresso con ponte levatoio

La visita a Castello Caetani è un vero e proprio ritorno al passato. Ancora oggi, infatti, è possibile osservare affreschi e mobilio di epoca medievale, come il maestoso letto a baldacchino della stanza del Signore, che conserva intatti gli affreschi e il pavimento dell’epoca.

Proprio nella camera degli ospiti è possibile ammirare gli affreschi più importanti, risalenti al 1470 ad opera degli alunni della scuola del Pinturicchio di Roma. Mobilio e quadri furono fatti pervenire dalla famiglia Caetani dalla vicina città di Ninfa.

Camera degli ospiti, particolare degli affreschi

Cosa è rimasto oggi del periodo in cui i Borgia sono stati proprietari di Castello Caetani? Quasi tutto. I Borgia, ad esempio, eliminarono un intero piano al fine di favorire la difesa del castello, tanto che oggi, del precedente piano eliminato, è ancora presente una traccia.

Tracce di un piano eliminato dai Borgia al fine di favorire la difesa del Castello


Con i Borgia, Castello Caetani fu teatro di feste e incontri con personaggi illustri attratti dal loro potere. Su una parete del castello sono ancora presenti le iscrizioni lasciate dagli ospiti più prestigiosi, una sorta di ‘autografo’ molto in voga all’epoca, rimasto intatto fino ai nostri giorni.

Le mura di Castello Caetani non recano soltanto firme e frasi beneauguranti: su una delle pareti è possibile ammirare un pentagramma perfettamente conservato di un canto Gregoriano del 1500 ad opera del compositore Roffredo Caetani dal titolo Fuga. Piccola curiosità: chi conosce le più elementari basi musicali afferma che si tratti di una melodia molto dolce.

Incisione di un pentagramma con canto Gregoriano del 1500

Onorato Caetani e i suoi cavalieri

Nel periodo in cui il castello fu di proprietà del valoroso Onorato Caetani, famoso per la battaglia di Lepanto, le stalle e il dormitorio dei cavalieri subirono notevoli migliorie. Onorato aveva così tanto a cuore il benessere dei suoi cavalieri, da personalizzare le scale che conducevano al loro dormitorio in modo da agevolare il passaggio dei cavalli con scalini più grandi e quello dei cavalieri per mezzo di scalini più idonei a un passaggio pedonale. Non solo: i cavalieri godevano di un passaggio segreto al fine di uscire indisturbati dal castello e di una piazza d’armi dove allenarsi con i migliori istruttori dell’epoca.

Particolare delle scale: a sinistra è agevolato il passaggio dei cavalli per mezzo di scalini più ampi, a destra quello dei cavalieri

Piazza d’armi. Zona di allenamento dei cavalieri 

Passaggio segreto usato dai cavalieri

Le grate del ponte levatoio erano dotate di un modernissimo meccanismo di sollevamento. Girando le due ruote poste in alto e lungo i lati del ponte, queste erano in grado di sollevarsi e abbassarsi favorendo l’ingresso degli abitanti nel castello.

Meccanismo di sollevamento delle grate del
ponte levatoio perfettamente conservato

I fantasmi di Castello Caetani

Come ogni castello che si rispetti, anche Castello Caetani ha i suoi fantasmi. Il primo è di un giovanissimo giullare, giustiziato per volontà di Papa Bonifacio VIII, che si diverte a burlarsi dei turisti di passaggio. Pare che il giullare non si limiti a vagare tra le mura del castello e che spesso gironzoli lungo le strade di Sermoneta, a lui un tempo molto care, per farsi beffa dei piccoli commercianti del borgo.

Si racconta anche di un bambino, deceduto violentemente nei sotterranei. Diversi testimoni assicurano di avere sentito il suo lamento provenire dalle stanze signorili, e chi afferma di averlo visto, dichiara senza ombra di dubbio che somigli al piccolo Principe raffigurato in uno dei quadri del Salone del Cardinale, la cui identità, purtroppo, oggi è sconosciuta.

Il bambino raffigurato nel Salone del Cardinale: per molti, il fantasma che si aggira nel castello ha le sue fattezze.

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11 Comments

  • Reply Annalisa Febbraio 8, 2019 at 8:11 am

    Ma sai che è proprio vicino casa e non sono mai riuscita ad andare?? Una vera mancanza da parte mia. Inoltre non sapevo nemmeno la storia. Bell’articolo.

    • Reply Francesca Febbraio 11, 2019 at 10:34 am

      Ciao Annalisa, Castello Caetani è tra i castelli più belli del Lazio, anche per l’ottimo stato di conservazione. Ti ringrazio e a presto 🙂

  • Reply Erica Febbraio 10, 2019 at 6:21 pm

    Ero lì che aspettavo e speravo mi parlassi di fantasmi e leggende ed eccoli lì! Quando si tratta di castelli io sono sempre in prima linea, ne sono attratta in modo viscerale e questo proprio non lo conoscevo! Molto interessante anche la storia, in Italia solo con i castelli si potrebbero scrivere libri di storia!

    • Reply Francesca Febbraio 11, 2019 at 10:35 am

      Per me è lo stesso, Erica. Adoro i castelli. Grazie e a presto!

  • Reply Julia Febbraio 10, 2019 at 6:29 pm

    Che bel castello! Non conoscevo affatto la sua esistenza! Da segnare se saremo in zona

    • Reply Francesca Febbraio 11, 2019 at 10:41 am

      Ciao Julia, ti consiglio di combinare la visita a Castello Caetani ai Giardini di Ninfa (aperti pochi giorni l’anno) entrambi, con il solo costo del biglietto d’ingresso, mettono a disposizione ottime guide. Grazie e a presto!

  • Reply Sara Febbraio 11, 2019 at 1:52 pm

    Il alto che più amo di luoghi come i castelli, e i loro sotterranei o passaggi segreti, è quello inerente i fantasmi! Non so perché ma amo sentire i racconti di queste storie. Da un lato mi fanno venire i brividi e dall’altro mi fanno vedere come tutti, in un modo o nell’altro, percepiamo l’esistenza di un mondo invisibile oltre quello materiale in cui viviamo.

    • Reply Francesca Febbraio 12, 2019 at 10:30 am

      Ne parlerò spesso, è un argomento che piace. Ti ringrazio, Sara 🙂

  • Reply Samanta Berruti Febbraio 22, 2019 at 1:26 pm

    Adoro i castelli e i borghi! Li ho sempre trovati molto affascinanti, sai? Castello Caetani, insomma, si è subito guadagnato un posto d’onore tra i castelli che visiterò appena posso.

    • Reply Francesca Febbraio 23, 2019 at 4:15 pm

      Visitalo se passi da quelle parti, ne vale la pena, Samanta!

  • Reply Simona Marzo 19, 2019 at 10:04 am

    Sapevo che dopo la storia sarebbero arrivate le leggende sui fantasmi! Mi appassionano sempre un sacco anche se poi mi vengono i brividi. Il giullare mi sembra di sentirlo ridere già alle mie spalle ma è il piccolo principe ad avermi turbato di più. Il fatto che ci sia anche un suo quadro è davvero tetro!

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