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Alla scoperta dei Templari: l’Abbazia di Valvisciolo

Aprile 1, 2019
Diario dei giorni distratti

A pochi chilometri da Sermoneta, Norma e Ninfa, lungo il pendio del Monte Corvino, sorge l’antica Abbazia di Valvisciolo, le cui origini, ancora oggi, sono sostanzialmente sconosciute. Cosa ha di speciale l’Abbazia, a parte la bellezza della struttura unita alla quiete tipica dei luoghi di pace? Un profondo legame tra i monaci Templari e l’Ordine Cistercense confermato da numerosi simboli ritrovati nel complesso abbaziale.

Abbazia di Valvisciolo: breve storia

Osservando le fonti relative alla fondazione dell’Abbazia di Valvisciolo non si può che giungere a una conclusione: le notizie sono confuse e incerte. Molto probabilmente, tra il XII e il XIII secolo, i Cistercensi dell’Abbazia di Marmosolio si ritrovarono costretti ad abbandonare Ninfa perché distrutta dalle truppe di Federico Barbarossa per rifugiarsi presso la vicina struttura di Valvisciolo.*

Quel che invece appare ancora più avvolto nel mistero, perché purtroppo non trova conferma in nessun documento dell’epoca, è chi abitasse L’Abbazia prima dei Monaci di Marmosolio. Secondo la tradizione, provata da numerose testimonianze presenti all’interno della struttura, in principio fu abitata dai monaci Basiliani di San Nilo (IV-V secolo), cui succedettero i Templari.

Cosa resta della presenza dei monaci Templari a Valvisciolo?  Una serie di straordinarie leggende, segni e simboli ritrovati all’interno dell’Abbazia.

L’Abbazia e i monaci Templari

Chiostro, particolare

Oggi il profondo legame tra l’Abbazia di Valvisciolo e i Templari è tangibile: basti pensare che lo stesso fondatore dell’Ordine Cistercense aveva dedicato ai Cavalieri del Tempio un trattato, De laude nove militiate (la lode della nuova milizia), segno che fossero accettati e accolti con affetto. In aggiunta, se l’ordine dei Templari fu soppresso da Clemente V nel 1312, è molto probabile che i monaci di Marmosolio e i Templari abbiano vissuto all’interno dell’Abbazia nello stesso periodo.

L’ipotesi dei Templari: la croce sul rosone

Il primo, importante simbolo della presenza dei Templari si trova sul rosone della facciata dell’Abbazia. Nel 1905, nel corso di un restauro effettuato da un certo Pietro Speranza, apparve una piccola croce templare.

Il rosone

Particolare del rosone

Ad un primo sguardo, il rosone rispetta tutti i canoni dell’epoca: dodici colonnine in marmo bianco che, insieme, formano la croce centrale. Il 12 ha un alto valore simbolico: 12 sono gli Apostoli, le Tribù d’Israele e i mesi dell’anno, a indicare lo scorrere del tempo. Quel che di speciale ha il rosone di Valvisciolo è una piccolissima croce templare apparsa nel 1905 in seguito ad un restauro. La croce non è ben visibile a occhio nudo ma soltanto sgranando l’immagine. Si trova a sinistra della croce più grande, in alto rispetto all’ottava colonnina contando in senso orario.

Tornando al rosone, con gli anni si è resa nota una nuova teoria: che sia appartenuto a un altro monumento e aggiunto successivamente. Osservando l’intera facciata, infatti, la misura del rosone appare molto più grande rispetto alla porta d’ingresso, mentre le regole architettoniche del tempo suggerivano un’armonia tra i due elementi. Se così fosse, a quale struttura originaria apparterrebbe?

Il chiostro dell’Abbazia: il Sator

Chiostro, particolare

Il Chiostro dell’Abbazia di Valvisciolo colpisce per la sua semplicità. 112 colonne binate in marmo bianco sotto piccoli archi in travertino a formare un quadrato.

Tra le pareti del chiostro spunta la testimonianza più importante della presenza templare: un Sator. Di cosa si tratta? Di un’iscrizione latina, solitamente di forma quadrata, composta da cinque celebri parole: SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS. Un’ iscrizione palindroma, vale a dire che può leggersi nello stesso modo a seconda che lo si osservi da sinistra a destra o viceversa.

Sator apparso in seguito all’abbattimento di una parete

Il Sator dell’Abbazia è apparso recentemente, in seguito all’abbattimento di una parete posticcia. Si tratta di un graffito straordinario che forma le parole palindrome “SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS”.

In questo caso, per la prima volta, l’iscrizione non ha la consueta forma quadrata ma circolare. Osservando attentamente il Sator dell’Abbazia, infatti, appaiono cinque anelli circolari concentrici, ognuno dei quali diviso in cinque settori.

Che si possa trattare di un riferimento alla Rotonda dell’Anastasis, l’edificio costruito intorno al Santo Sepolcro di Gerusalemme, simbolo molto caro ai crociati e che possa, a sua volta, richiamare una precedente struttura legata in qualche modo ai monaci Templari ospiti dell’Abbazia? Ci scommetterei.

Iscrizione rinvenuta abbattendo una parete posticcia a pochi centimetri dal Sator

Jacques de Molay e la leggenda dell’architrave

Anche l’Abbazia di Valvisciolo ha una leggenda medievale che evidenzia il profondo legame con i cavalieri Templari. Si narra che, nel 1314, mentre Jacques de Molay, ultimo Gran Maestro Templare, veniva posto al rogo, gli architravi di numerose chiese unite ai crociati si spezzarono. L’Abbazia di Valvisciolo è tra queste.

Ancora oggi, infatti, è possibile osservare all’interno della Chiesa una profonda crepa, che ha unito per sempre L’Abbazia alle leggende dei Cavalieri Templari.

Giardino dell’Abbazia: statua di San Bernardo

Approfondimenti:

*Abbazia di Valvisciolo, Sonia Testa, Aprile 2007, Grafica ’87, Pontinia


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10 Comments

  • Reply Lucy Aprile 2, 2019 at 7:01 am

    Da piccola avevo una fissa per i cavalieri Templari… Inutile dire che il dettaglio del sator comparso dietro la parete posticcia mi ha fatta spalancare la bocca… Ti immagini? Fai dei lavori e trovi un sator? Ahah!😍

    • Reply Francesca Aprile 2, 2019 at 8:51 am

      Ci ho pensato anch’io 🙂
      Immagino la meraviglia di chi restaura per mestiere, deve essere stupendo

  • Reply Annalisa Aprile 2, 2019 at 10:27 am

    Oddio dalle foto mi sembrava di essere a Fossanova! Ci sono molte similitudini arxhitetttoniche, ma non storiche. Interessante il sator con le parole palindrome

  • Reply noemi ginosa Aprile 2, 2019 at 6:03 pm

    Amo visitare questi luoghi.. sicuramente ci andrò, magari anche una domenica di sole 🙂

  • Reply anna di Aprile 3, 2019 at 1:11 am

    Deve essere proprio bello camminare in questi luoghi, leggere dei templari mi ha riportato indietro negli anni e credo che anche stare li ti riporti indietro. Quasi come sognare ad occhi aperti. Adoro questi luoghi che hanno quel che di magico e misterioso

  • Reply Serena Aprile 3, 2019 at 6:08 am

    Non la conoscevo, ma è il genere di posto che pace a me: la pace di un’abbazia unita al mistero dei Templari…Mi piacerebbe visitarla!

  • Reply Maria ester cozzi Aprile 3, 2019 at 12:08 pm

    Stupenda aleggia in ogni angolo la storia da visitare

  • Reply Sara Aprile 3, 2019 at 3:13 pm

    Che belli questi posti, e io adoro i Templari, con i loro misteri e le loro storie!
    Sembra davvero un bel posticino, adatto ad una di queste belle domeniche primaverili!

  • Reply Virginia Aprile 3, 2019 at 3:52 pm

    Che bella questa abbazia! Il chiostro poi…. io ho un debole per i chiostri, non so come mai, ma mi fanno venire voglia di sedermi lì con un libro o un fiore. Questo chiostro ha un’atmosfera bellissima

  • Reply Raffi Aprile 4, 2019 at 5:42 am

    Non è il primo luogo in cui si narra di misteri e legami con i Templari. La fama di quest’ordine di religiosi guerrieri era così importante che probabilmente altri ordini o realtà minori si sono appropriati dei simboli per accrescere in fama e importanza. Però qui ci sono molti segnali che riconducono ai Templari. Mistero…

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